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The New smart way to made prototypes

Come tutte le grandi idee avute dall’essere umano nella sua evoluzione tecnologica anche WEP nasce da una necessità, da un bisogno impellente di rivoluzionare un sistema vecchio e ormai controproducente.

 

Cosa ha acceso la miccia per innescare la bomba lo puoi trovare nella storia che segue…

Devi sapere che lavoravo come ingegnere per una importante multinazionale nel settore automotive.
Mi occupavo della produzione dei prototipi di schede elettroniche che servivano per testare tutto quello che i miei cari colleghi si divertivano a progettare . . .
loro si divertivano io invece combattevo ogni giorno, sputando sangue per riuscire a far costruire in tempo quelle benedette schede.
I fornitori mi facevano sprecare troppo tempo. . .
Per arrivare alla produzione delle schede era necessario lavorare per settimane e si arrivava sempre all’ultimo minuto senza sapere se il colpo sarebbe andato a segno o avrebbe mancato il bersaglio.
Più o meno il flusso era questo:
Io richiedevo una quotazione per un montaggio, la disponibilità dei componenti a loro magazzino e le disponibilità di produzione in base all’impegno delle linee di montaggio.
A questo punto per poter procedere con il mio lavoro avevo bisogno di una risposta da parte loro.
Due o tre giorni di attesa . . .
Quando ricevevo la loro risposta cominciava la danza di telefonate e scambi di e-mail verso i vari Broker per i componenti mancanti.

Dovevo contattare un altro fornitore per la realizzazione dei circuiti stampati e preoccuparmi di riuscire a coordinare le consegne di tutti i materiali per poter sfruttare il periodo di produzione che veniva noi riservato.

Magari non ne sei a conoscenza, ma . . .

 
un assemblatore ha bisogno di definire degli slot produttivi per ogni cliente perchè le fasi di preparazione alla produzione possono richiedere anche un paio di giorni. Chi monta centraline elettroniche, in particolar modo per prototipi o piccole serie, deve per forza pianificare i giorni in cui le linee produttive saranno dedicate a un certo prodotto o un certo cliente. Tutto ciò per dire che se tutto il materiale non arriva in tempo per la data di “ inizio lavori” si rischia di trovare poi le linee impegnate e la produzione può slittare anche di settimane. Oltre al danno può esserci in aggiunta la beffa di dover pagare una penale per il fermo macchina che si è generato.
Detto questo
Quando il fornitore riceveva le indicazioni procedeva a ulteriori verifiche; controllava se vi erano state modifiche introdotte e se tutti i componenti acquistati erano corretti e conformi al montaggio.
Altro tempo perso . . .
Quasi sempre dalle verifiche scaturivano ulteriori problemi che dovevo risolvere ricominciando il valzer di telefonate e e-mail. . . Hai presente un cane che si morde la coda?
Ma non basta, oltre al tempo sprecato, al nervoso accumulato, allo stress dei tempi ristretti, non avevo mai un costo esatto fino alla fine. . . Stimare i costi precisi di un montaggio era impossibile!
Se penso che oltretutto io lavoravo per una importante multinazionale, che veniva certamente trattata con un occhio di riguardo . . . mi vengono i brividi mettendomi nei panni di una Startup o di una PMI.

I Fornitori danno priorità e concedono strappi alle regole se lavorano con grandi aziende e chi ci rimette sono clienti come te che vengono considerati meno anche se meritano pari trattamento.

Un giorno accadde l’incredibile, una di quelle cose che pensi non ti possa mai succedere !

 
Avevo impiegato moltissimo tempo per arrivare finalmente alla produzione dei prototipi di una scheda.
I rallentamenti erano dovuti al fatto che alcuni componenti erano diventati introvabili, dopo un lungo scambio di e-mail avevamo deciso di sostituire alcuni codici con altri simili, ma reperibili.
Questo tempo perso fece si che altri componenti, inizialmente disponibili presso un broker, andarono out of stock.
L’unica soluzione fu quella di acquistarli direttamente dai produttori con tempi di attesa eterni e costi maggiori perché in questo caso ero vincolato ad acquistarne grandi quantità anche se servivano solo pochi pezzi.
Dopo tutto questo lavoro, dopo le centinaia di telefonate tra progettisti e fornitori, quando, dopo settimane, finalmente le schede sono state in mano nostra . . . sorpresa . . . erano sbagliate e per di più l’errore si nascose fino alle ultime fasi di test!!!

C’erano state delle incomprensioni a causa della confusione creata dai continui scambi di mail e telefonate; quel botta e risposta che sembrava più wall street durante l’apertura della borsa che un rapporto tra fornitore e cliente, mi aveva fatto commettere un errore!

Le brutte notizie però non viaggiano mai da sole…

 
Le schede furono rilavorate e il problema risolto, non con poche difficoltà.
Tutto il ritardo accumulato però, a causa di questo modo di lavorare vecchio e stanco, ha ritardato la consegna al cliente che non ha più voluto saperne di lavorare con noi, gettando al vento il frutto del mio lavoro e di quello dei miei colleghi.
La direzione andò su tutte le furie però mai mi sarei aspettato per me un conseguenza così catastrofica.
Era già successo in passato che avessimo avuto ritardi sulle consegne per gli stessi problemi, sono cose che capitano e sono sempre accadute. Questa volta però era diverso, il problema che avevamo avuto era costato veramente caro alla mia azienda in termini economici ( milioni di euro in mancati introiti futuri andati in fumo ) ma soprattutto di immagine.
Per tali ragioni vollero a tutti i costi la testa di un capro espiatorio . . . e la testa in questione fu la mia: venni licenziato in tronco!
Puoi solo immaginare cosa ho provato in quel momento . . . delusione, rabbia, ero stato licenziato perché altri mi avevano messo i bastoni fra le ruote.
Se solo avessi avuto un modo per poter gestire in autonomia la produzione delle schede elettroniche con
la possibilità di verificare da solo la disponibilità dei materiali le tempistiche di produzione e avere dei costi certi fin da subito . . . non mi sarei di certo trovato in mezzo a una strada.
Nel momento di massimo sconforto però non persi lucidità, mi resi conto di aver imparato una lezione importante. Così mi misi al volante della mia auto . . . era nuova, avevo ancora un sacco di rate da pagare ed ero appena stato licenziato !!!
Guidai fino alla sede del mio fornitore, proprio lui, quello che mi aveva appena fatto perdere il lavoro.
Non per minacciarlo, non volevo nemmeno ucciderlo . . .e non avevo neanche intenzione di bruciargli l’azienda.
Ci ho messo un po’, lo confesso, ma avevo capito che la colpa del mio insuccesso non dipendeva solo da lui, ma anche dal modo di lavorare preistorico.
Andai da quel fornitore perché, nonostante fosse parte della causa per cui avevo perso il lavoro, lo ritenevo molto bravo in tutti gli aspetti tecnici. Di fatto le schede che ci forniva erano il TOP a livello di tecnologia, le sue attrezzature di ultima generazione permettevano lavorazioni di livello altissimo.
Sentivo però che mancava qualcosa nella fase precedente.
Ero certo che il titolare di quella azienda, con cui avevo avuto qualche scambio di idee a riguardo di questo problema, da buon imprenditore avrebbe ascoltato cosa stavo per proporgli. . . Avevo capito che bisognava cambiare quel mondo.
Come pensavo mi diede ascolto e fu così colpito da voler finanziare il progetto ambizioso che si stava materializzando davanti ai nostri occhi.
Trascinammo nella nostra avventura due amici del settore, fondammo una società e cominciammo a lavorare sodo.
 
Così è nata WE Prototype

La prima piattaforma in Italia che ti permette in modo facile e veloce di gestire in autonomia, senza perdite di tempo e senza dover scambiare migliaia di e-mail con decine di fornitori, la produzione delle tue schede elettroniche